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Georadar - GPR

                                                                                                                    

   Negli ultimi decenni sono state sviluppate tecniche di indagine capaci di fornire immagini ad alta risoluzione del terreno e delle strutture in esso contenute, in particolare per quanto riguarda le piccole profondità (qualche metro) che di fatto rappresentano le zone a maggiore contenuto di corpi di limitate dimensioni. Il Georadar è senz’altro uno di questi, e negli ultimi anni ha reso possibile la risoluzione di numerosi problemi pratici in cui era richiesta una ricostruzione dettagliata degli spessori di terreno investigato e una localizzazione precisa dei corpi oggetto di indagine. Questo tipo di apparecchiatura è in grado di localizzare un bersaglio tramite la determinazione della sua distanza dal punto di osservazione e della direzione di propagazione. Il Georadar, nella accezione più generale, è una apparecchiatura che permette di rilevare la posizione di un oggetto dal confronto tra un segnale di riferimento emesso dal trasmettitore e quello riflesso dall’oggetto (bersaglio) di cui si deve determinare la posizione. A tale scopo si impiegano onde elettromagnetiche con frequenze comprese tra qualche decina di MHz ed alcuni GHz. 

   Le applicazioni operative di questa metodologia sono svariate e riguardano la valutazione dello spessore dei ghiacci, la mappatura del fondo dei laghi, l’individuazione del substrato roccioso sopra una copertura detritica, la determinazione della stratigrafia dei terreni, la valutazione della tessitura delle rocce, l’individuazione di cavità (naturali ed artificiali) nel sottosuolo, l’individuazione di sottoservizi in aree urbane (cavi, tubature, gallerie, etc.), la localizzazione e ricostruzione tridimensionale delle strutture di carattere archeologico e l’impiego come tecnica di indagine non-distruttiva sui manufatti storici.

                                                                                                                                      
                                       
      

                      

 

Strumenti

                           

 Antenne:

  1. Antenna bistatica 400 MHz, GSSI mod. 5103A
  2. Antenna bistatica 500 MHz, GSSI mod. 3102A
  3. Antenna bistatica 900MHz, GSSI mod. 3101D
  4. Antenna bistatica 1500Mhz, GSSI
  5. Antenna bistatica 900MHz, GSSI mod. 3101D
  6. Antenna 70MHz, Subecho RadarTeam
  7. Antenna 35MHz, Subecho RadarTeam
      
 

Antenne

 

  

   La peculiarità del metodo è rappresentata dalla possibilità di ottenere immagini ad alta risoluzione di strutture dell’ordine dei decimetri in intervalli di pochi metri. Il Georadar, basandosi sulla emissione di impulsi elettromagnetici (e.m.) nel terreno e sui fenomeni di riflessione e rifrazione che essi subiscono nella loro propagazione, individua discontinuità nel sottosuolo da un punto di vista elettrico, pertanto è particolarmente influenzabile dai parametri elettrici del terreno (Finzi e Piro, 1991).

   Il Ground Penetrating Radar (GPR – Georadar) è un metodo di indagine “attivo”, in quanto si basa sulla propagazione nel sottosuolo, e sui fenomeni ad essa connessi (riflessione e rifrazione), di una quantità di energia generata artificialmente. Per tutti i sistemi georadar la strumentazione è strutturata in due moduli fondamentali: una unità di controllo che genera gli impulsi e registra gli echi di ritorno, e una o più antenne, in genere configurate come trasmettitore Tx e ricevitore Rx di segnali.

 

 

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